UE indaga e-commerce

E-commerce ancora nel mirino della UE: ecco i dossier sui prezzi

Nessun commento in digital pr da Redazione Onangel

Il commercio elettronico torna ancora nel mirino dell’Unione Europea, con videogiochi, alberghi ed elettronica che diventano il perno di una serie di indagini che la Commissione Antitrust ha appena aperto al fine di valutare se alcune pratiche di vendita via web impediscano o meno ai consumatori di poter acquistare prodotti a prezzi competitivi, in violazione delle norme antitrust europee.

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Stando a ciò che ha affermato il commissario Antitrust Margrethe Vestager, “l’e-commerce dovrebbe dare ai consumatori una scelta più ampia di beni e servizi, così come la possibilità di effettuare acquisti attraverso le frontiere. Le tre indagini focalizzano l’attenzione sulle pratiche in cui sospettiamo che alcune aziende stanno cercando di negare questi benefici ai consumatori. I casi riguardano l’elettronica di consumo, i videogiochi ed il settore alberghiero. In particolare, stiamo studiando se tali società stanno infrangendo le regole di concorrenza dell’Ue limitando ingiustamente i prezzi al dettaglio o escludendo i clienti da alcune offerte a causa della loro nazionalità“.

Complessivamente, le tre indagini affrontano le questioni legate alle restrizioni dei prezzi al dettaglio, la discriminazione sulla base della posizione e il geo-blocking. Le aziende indagate sono Asus, Denon & Marant, Marantz, Philips e Pioneer, finite al centro dell’osservazione che punta a comprendere se abbiano o meno violato le regole di concorrenza UE limitando la possibilità ai rivenditori online di fissare i propri prezzi per i prodotti di elettronica di consumo, come gli elettrodomestici, i notebook e i prodotti hi-fi.

A finire oggetto dell’indagine sono anche gli accordi conclusi tra la Valve Corporation (la società che è proprietaria della piattaforma di distribuzione di giochi Steam) e alcuni produttori di videogiochi (Namco Bandai, Capcom, Focus Home, Koch Media, ZeniMax) interessino episodi di geo-blocking, in cui le aziende impediscono ai consumatori di poter acquistare dei contenuti digitali (in tale ipotesi, i videogiochi) a causa della posizione del consumatore o del Paese di residenza.

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Infine, ulteriore filone di indagini è relativo alle sistemazioni alberghiere su segnalazione di alcuni utenti, per verificare se alberghi e tour operator discriminano i propri clienti sulla base della loro nazionalità o del Paese di residenza, proponendo volta per volta dei prezzi differenti.